Il punto (di merda) e a capo.

Blog di una sarda in Veneto, passando per Cagliari, Roma e Padova.
mercoledì, 28 ottobre 2009

Sapori e ricordi.

Sono i sapori dei ricordi quelli che in verità non vanno mai via.

Mi sveglio, da dieci anni, da quando sono andata via dalla Sardegna, nella settimana che precede il primo novembre con il sapore de " su pan'e saba" dietro la lingua.
E diventa una fissa.

Devo placare quelle ghiandoline che non mi lasciano in pace, mi tormentano.

Quando mi viene voglia di una cosa, una cosa che mi riporta ad un ricordo ecco che mi si infila lì dietro la lingua e non da' tregua.

Il latte condensato, la parte bianca della crema spalmabile a due gusti, il concentrato di pomodoro, le "zuppe indorate" di mia zia, quel cous cous mangiato da una scodellaccia in un assurdo posto a Tunisi, il mars liquido bevuto in Olanda e più di tutti, i sapori della mia terra che non ritrovo mai da nessuna parte.

I dolci, su pan'e saba, le zeppole e i fatti fritti, sa fregula con cocciula, il sapore del pesce, il gusto della frutta e dei POMODORI.

L'odore dei ricordi mi si infila invece dietro gli occhi, in un posto non ben precisato che ci perderebbero gli anni a studiarlo.

Insomma, stasera, nella fresca serata di Padova, quando la gente sarà in giro per iniziare a fare l'aperitivo io cercherò gli ingredienti per fare su pan'e saba.

Buona fortuna a me.

I.
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mercoledì, 30 settembre 2009

Sì lo so

Sì lo so sono discontinua è da luglio che non scrivo.

Ma oggi nelle mie farneticazioni all'alba, causa marchese scarlatto, mi sono effettivamente resa conto di essere ossessionata da Berlusconi.

Porca miseria, non c'è giorno che io non mi svegli e pensi chissà se è morto stanotte.
Mio padre, che oramai non c'è più da 15 anni, gli ultimi periodi della sua vita sognava l'edizione delle 13 del TG1 che ne annunciasse la morte.

Ha fatto sicuramente prima a schiattare lui.

Oggi un'amica giustamente mi diceva che anche per lei è un'ossessione, che si ritrova circondata da gente o cieca, o che volutamente non guarda. Ed è sempre più incazzata.

Non so se io sono sempre più incazzata, so solo che quello che sta succedendo in Italia ogni giorno, tra il silenzio generale e l'indifferenza della gente mi ATTERRISCE.

Mi sembra un golpe silenzioso. Un entrare (oramai un essere entrati) nella testa della gente per annullare quel briciolo di intelligenza.

E allora, mi voglio inventare qualsiasi cosa per resistere. Resistere. Resistere.

E non voglio rinunciare al pensiero fantastico della morte del nano. Sperando, fortemente, che qualcuno si riprenda il proprio cervello.

Per passare a cose più leggere ieri ho fatto sposare due elefanti Erminia e Duilio. Hanno anche già figliato. Come sono veloci i miei elefanti.

I.
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martedì, 14 luglio 2009

Ferma

Ieri ero alla stazione di Firenze Santa Maria Novella.

Avevo tempo tra un treno e l'altro, circa 45 minuti. Ho comprato il giornale, avevo le cuffie e la radio che suonava al loro interno.

In genere alla radio mettono canzoni di merda come Poker Face o come cazzo si scrive di Lady Gaga.

Invece ieri no, ero ferma nel centro della stazione, la gente correva da una parte all'altra, come spesso faccio io quando ho le coincidenze, e alla radio hanno messo Via con me di Paolo Conte.

Non era la canzone adatta, c'era sole, le persone erano abbronzate ed alcune avevano in viso quella felicità da partenza della vacanza.

E allora è stato come se fossi in una bolla, quella canzone, oramai sputtanatissima, mi ha portato su un altro piano.

Io ferma, mentre tutti corrono, ad ascoltare quelle parole, momento surreale.

Mi immaginavo, come spesso faccio, la scena come se fosse un film. Un Piano americano che mano a mano si allontana fino a diventare una figura intera.

Mi sentivo, pervasa di luce, note nel mio sangue, languore nelle mie mani. Surrealità come sempre nella mia testa.

I.

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lunedì, 08 giugno 2009

Il mio maestro delle elementari era uno stronzo.

Leggevo uno dei miei blog soliti (mantissa.splinder.com) e mi ha colpito un post su come si inizia a leggere, quali sono stati i primi libri etc...(pressoché).

E parlava del suo maestro attento e della maestra bibliotecaria della scuola che aveva un nome da ranocchia (considerazione, credo, totalmente soggettiva).

Io il mio maestro delle elementari me lo ricordo come se l'avessi qua di fronte a me.

Era un uomo che assomigliava ad un nano di Tolkien. Aveva l'attaccatura dei capelli bianchi a V tipo Diabolik ma i capelli erano radi, aveva tante rughe sulla fronte e il viso era sempre rosso. Quando facevamo il turno pomeridiano in genere puzzava di vino.

Aveva un cugino, con lo stesso cognome che era un maestro santo. Era bravissimo, quindi li chiamavi con maestro, cognome e poi aggiungevi buono o cattivo. In quelle esemplificazioni sacrosante che solo i bambini sanno fare.

Se non sapevi una cosa o se ti comportavi male ti torceva le orecchie. Agli altri, a me no. Terrorizzata lo dissi in casa e il babbo disse che non doveva permettersi, che mi desse compiti in più che mi punisse in altro modo ma niente mani addosso.
Sicché quando si apprestò a torcermi un'orecchio si trovo' una bambina di 7 anni che gli fece con l'indice alzato: no no! il mio papà ha detto di no, che lei non lo può fare.

Questo fa capire che il nostro rapporto non fu mai idilliaco.

Una volta disse a mia madre: sua figlia parla troppo forbito, le dica di parlare più terra terra come gli altri bambini. Giustamente mia madre rispose: non dovrebbe essere lei a far parlare più forbiti gli altri bambini?.

Eravamo la sua ultima classe, poi sarebbe andato in pensione.

Gli altri bambini scendevano a giocare in giardino, avevamo un pistino e una specie di spiazzo dove giocare, noi no. Stavamo in classe.

Ora capisco che magari era un uomo triste, finito e chissà che storia aveva dietro ma a me non me ne sbatte proprio un cazzo.
Mi ha fatto odiare la scuola, mi ha fatto detestare alzarmi per andarci e la matematica dato che insisteva tanto per farmela studiare più dell'italiano.

E io invece leggevo, leggevo e leggevo. E non ho più smesso. E se mi chiedi di fare un'equazione mica la so fare.

E quindi scrivo per lavoro. E per hobby.

E quando mia madre mi ha detto sai che è morto il tuo maestro? Io ho detto, ma dai? E sticazzi?

I.

P.s. per chi non lo sapesse c'ho la rogna oggi.
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giovedì, 04 giugno 2009

Casa?

Sono anni che non ho una casa. non nel senso che mi manchi un tetto sulla testa.

No,non in quel senso. sono andata via a casa mia circa dieni anni fa e da allora sono sempre stata in movimento.
In questi anni
ho cambiato casa circa dieci volte. In media una per anno.

Ora sono in una città dove mi trovo bene ma so che non sarà la mia meta ultima.


In una casa minuscola che per forza di cose non sarà la mia ultima casa.

L'unica costante in tutte le mie case, oltre al mio cuscino e al coniglio pinky,
è che nel bagno c'è sempre un beauty pronto per partire ed una valigia o zaino, negli ultimi tempi, sempre lì per essere riempito.

Spesse volte mi sveglio e non so dove sono.


A casa mia, a casa di mio fratello, nella casa di Roma, in Toscana?

Questa vita vagabonda mi piace, un po' l'ho cercata un po' è arrivata...un po' sono stanca.


I.
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martedì, 26 maggio 2009

Venerdì partenza, treno in ANTICIPO, praticamente un unicum nella storia di Trenitalia.
Prendo coincidenza per Chiusi e riesco ad arrivare ad un orario decente.

Nel posto dove vado, nell'isola di terra sulla terra (cit. Mantissa) non c'è caldo ed è una gradevolissima sensazione.

Nel treno trovi sempre persone particolari. E sono sicura, senza rendermene conto, devo esserlo anche io per gli altri che mi stanno attorno.

In genere salgo, mi sistemo e tolgo nell'ordine: Libro, Ipod, Nintendo Ds e cellulare.

Se non dormo ho bisogno di distrarmi sennò mi annoio a morte. Ora, fintanto che dormo o leggo un libro niente di particolare ma quando gioco con la Ds beh lì la storia cambia.

In genere salgo sul treno venerdì come esco dal lavoro, vestita casual ma non troppo, dimostro tutti i miei annetti di ragazza lavoratrice e dopo 20 minuti che il treno è partito ho 5 anni. Mi incazzo con il giochino che non mi fa vincere e faccio versi e sono TOTALMENTE presa da quello che sto facendo.
Alzo lo sguardo e tutti mi stanno guardando.  Beh dai che fa.

Ritorno domenica, Intercity diretto. Comodo così col caldo di fuori non devo fare cambi ed andare nella stazione più scarsa d'Italia, la stazione di Firenze.
Alla stazione di Firenze i servizi sono nulli, la galleria commerciale che c'è sotto mi ricorda tanto quelle di alcuni paesi arabi. Ti sembra che da un minuto all'altro ti debbano rapinare o rapire.

Ma insomma, salgo sul treno e ho la fortuna accanto a me di trovare uno degli individui più schifosi che abbia visto negli ultimi tempi.
Assomigliava a questo:

mackenzie-webOra, lui è l'attore
inglese Mackenzie Crook, il tipo accanto a me era tedesco, aveva la barbetta incolta, gli occhi più spiritati e rossi ed era lucido dal sudore.
Insomma, i sedili sono 3 affiancati, io mi siedo a sinistra e lui a destra in mezzo il vuoto. In verità quello sarebbe dovuto essere il mio posto ma lui era troppo puzzolente per sedercisi accanto.
Per prima cosa toglie i sandali dai piedi e li poggia sul MIO sedile di mezzo. E si rilassa. Ottima cosa, bravo, niente freni inibitori e briglie sociali ma quello è il MIO posto, io mi ci dovrò sedere dove tu hai messo quei piedi schifosi!
In ogni caso dopo un po' arriva il proprietario del posto dove ero e mi ci sono dovuta sedere su quel sedile.
L'odore dell'uomo era inconfondibilmente "eau d'aisselle" n. 8 (ossia i giorni da cui non si lavava).
Bene, apre un pacchetto di wafer e comincia a mangiarli lentamente facendo più briciole possibile e leccandosi ogni dito per bene dopo averne mangiato uno. Dopodiché si pulisce sul suo sedile e sul bracciolo che condividevamo.

Arrivo a casa. 50 minuti di ritardo del treno.G RANDINA. Palline da golf sulla mia testa.

No, ma bentornata.

I.
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lunedì, 18 maggio 2009

Agitazione

agitazióne s.f. AU
  • 1
    Sinonimi
    FO movimento CO sommovimento; CO scuotimento
    Contrari
    CO immobilità, stabilità
    (di persone, folla)
    Sinonimi
    AU caos, confusione CO bailamme, can-can, scompiglio, subbuglio, trambusto, tumulto
    Contrari
    AD tranquillità CO calma, ordine, pace
  • 2
    fig.
    Sinonimi
    AU tensione AD elettricità CO concitazione, eccitazione, frenesia, irrequietezza, scombussolamento, sconvolgimento, smania, turbamento; FO ansia, timore AD batticuore, nervosismo CO inquietudine, ansietà, apprensione
    Contrari
    FO calma AU serenità AD tranquillità CO affanno, placidità; CO  freddezza, imperturbabilità
Soffro di stati di agitazione così all'improvviso, non è panico, non è ansia (oddio forse un po' sì) ma è come se da un momento all'altro potesse accadere qualcosa. Questo mi capita quando c'è qualcosa che non riesco a far quadrare, un elemento disturbante che non riesco ad afferrare, un qualcosa che esula dalla mia osservazione.
         E allora Isa siediti, respira, non pensare. Gioca a Domino.

I.
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giovedì, 07 maggio 2009

Oggetti

Mi si è rotto il cellulare.

L'avevo comprato due anni fa. Niente di speciale, un Nokia N70 come tanti.
Una mattina ha fatto suonare la sveglia ma lo schermo è rimasto completamente bianco.
Lo guardo, gli dico riprenditi, ma già so che non sarà possibile. E' perfettamente funzionante, solo che ha lo schermo bianco. In pratica puoi solo ricevere le telefonate senza sapere neanche chi è.

UUUU sorpresa! Sono io, quella persona che hai memorizzato così "Giampaolo NON RISPONDERE".

Onde evitare situazioni del genere non lo uso più e ne ho ordinato un altro che però è appena uscito e ci vuole del tempo perché mi arrivi.

Così, nel frattempo che aspetto l'arrivo del mio nuovo telefono come l'Epifania utilizzo quello vecchissimo.

Ho avuto fino a circa un anno fa una relazione molto complicata e sì piuttosto sofferente. All'inizio di quella relazione avevo questo cellulare che sto usando ora.
Per cui quando arrivano i messaggi mi prende un colpo al cuore.

Mi sento come un topino pavloviano, stimolo - risposta.
Ancora, la mia testa non ha capito che messaggi come quelli di 3 anni fa non arriveranno più e si può rilassare.

Ogni bzz-bzz-bzz (il mio cellulare RIGOROSAMENTE non ha suoneria per gli sms) è come un colpo al cuore.
Poi mi rilasso.

Gli oggetti hanno attaccati dei ricordi. Quando mi sono trasferita da Roma a Padova ho visto la marea di oggetti che mi trascino dietro. E mi sono spaventata.

Ho bisogno davvero di tutte queste cose? Di tutti questi ricordi?
Molti sono rimasti là. Altri sono stati buttati, alcuni, forse la maggior parte, li ho portati con me.

Ogni oggetto ha un suo significato, su un comodino della mia casina ci sono: una candela comprata in un determinato negozio, una candela che mi ha regalato un'amica, il mazzolino del matrimonio di un'altra amica, un oggetto che mi ha regalato mia cugina.

Ho bisogno di queste cose per ricordarmi di queste persone o di situazioni particolari? Naturalmente no.

E' stato un percorso molto lento, per capire queste cose.

Ma è anche il motivo per cui faccio fotografie con la pellicola piuttosto che con il digitale.

Non ho bisogno di fare 100 foto per lo stesso momento. Me ne basta una. Basta che sia quella.

Ancora senza oggetti o ricordi tangibili non ci so stare, ma per intanto andiamo in decrescita.

I.
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martedì, 28 aprile 2009

Bestia se piove o degli umani, irragionevoli dubbi

Non smette di piovere e io mi rivesto come in inverno.

Questo sconvolge non poco il mio bioritmo tant'è che mi sveglio presto e arrivo al lavoro in orario.

La pioggia, in genere più del bel sole primaverile, porta pensieri.

Te li reca sottoforma ti piccole gocciole che ti si depositano addosso, io ad esempio ieri non avevo l'impermeabile e alcune di queste goccioline mi hanno bagnato.

E allora mi domandavo perché un ragazzo, mediamente carino, piuttosto intelligente, parla ad una ragazza per mezz'ora di un'altra di quanto è carina, di quanto sarebbe PERFETTA per lui e dopo, quando riaccompagna alla macchina la prima ragazza tenta di baciarla.

Mi hai fatto due palle così dicendo che l'altra è perfetta, tra l'altro io pure sospiravo di gioia dato che non  mi piaci, e poi arrivati ai momenti dei saluti tenti di mettermi la lingua in bocca?

Tattica sbagliatissima, non credo che mi indurrai a dimostrarti che NO, sono io quella perfetta per te.

Impiccati e non perché non hai decantato le mie lodi anziché le sue, solo perché non mi piaci e comunque se avessi passato mezz'ora a dire di quanto IO sia perfetta, avresti avuto un 5% di chance in più. Sappilo.

Quante tattiche sbagliate nella nostra vita?

Pure io che sono una persona che va d'istinto, qualche volta ho pensato "ah faccio così perché in tal modo accadrà cosà...".

E, inevitabilmente non succede.

Ti guardi attorno e ci sono persone che non ne sbagliano una, arrivano a livelli alti, sposano la persona che vogliono e questi accadimenti sono solo frutto di tattiche.

E poi li vedi, che si guardano attorno, circospetti che credono che tutto il resto delle persone facciano tattiche come le loro.

E io sì ho la faccia di una che si arrovella, o meglio forse gli occhi di una che si arrovella, ma mica sto pensando a tattiche, no.

Penso a solo ed esclusivamente degli irragionevoli dubbi.

I.
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lunedì, 13 aprile 2009

Sera d'aprile.

Rientro nella sera, tiepida, in bicicletta.

Vento gradevole che ti scorre addosso, hai il cappello addosso e una felpa marrone col cappuccio tirato su.
Aprile, pedali ad una buona andatura, in mente una canzone e poi più d'una come una valanga.

Sensazione di libertà assoluta. Felicità, senso corretto delle cose, cervello a piombo, castello abitato, comunione con l'aria e assoluta convinzione di bastare a te stessa.

Guardi avanti, domani lavoro. Machissenefrega.

I.
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