Ieri ero alla stazione di Firenze Santa Maria Novella.
Avevo tempo tra un treno e l'altro, circa 45 minuti. Ho comprato il giornale, avevo le cuffie e la radio che suonava al loro interno.
In genere alla radio mettono canzoni di merda come Poker Face o come cazzo si scrive di Lady Gaga.
Invece ieri no, ero ferma nel centro della stazione, la gente correva da una parte all'altra, come spesso faccio io quando ho le coincidenze, e alla radio hanno messo Via con me di Paolo Conte.
Non era la canzone adatta, c'era sole, le persone erano abbronzate ed alcune avevano in viso quella felicità da partenza della vacanza.
E allora è stato come se fossi in una bolla, quella canzone, oramai sputtanatissima, mi ha portato su un altro piano.
Io ferma, mentre tutti corrono, ad ascoltare quelle parole, momento surreale.
Mi immaginavo, come spesso faccio, la scena come se fosse un film. Un Piano americano che mano a mano si allontana fino a diventare una figura intera.
Mi sentivo, pervasa di luce, note nel mio sangue, languore nelle mie mani. Surrealità come sempre nella mia testa.
I.